La Rivoluzione segreta /2: “Il misterioso caso delle ossa di Cartesio”

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I rivoluzionari volevano cambiare completamente quello che era stato fino ad allora il rapporto tra l’uomo e la Chiesa, poiché ritenevano che quest’ultima, con tutte le sue istituzioni, controllasse le loro vite e soprattutto le loro menti. Questa manipolazione e sottomissione era quindi qualcosa da eliminare, da superare.  Secondo gli ideali dell’Illuminismo, ciò che doveva prevalere nella vita dell’uomo era la ragione, luce che rischiara le tenebre, dunque il fare pieno uso dell’intelletto per evitare ignoranza e superstizione.

Questi principi furono condivisi da molti filosofi del tempo, come Kant che afferma, in un suo celebre scritto: “Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! E’ questo il motto dell’Illuminismo”. Ma un filosofo come Cartesio, con la sua riflessione sul cogito, aveva dato qualche secolo prima le basi per un tale cambiamento radicale della società. Continua a leggere

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La Rivoluzione segreta/1: “Fratelli”

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Libertà, uguaglianza e fraternità sono i tre principi che racchiudono il significato della Rivoluzione Francese, che scoppiò nel 1789 a Parigi e non solo. Queste parole dette così ci sembrano naturali, escono dalla bocca in maniera istintiva, ma se riuscissimo a catapultarci nel 1789 vedremmo una realtà più complessa e sfumata. Tutto cambiava e tutto sembrava possibile. Tutti, chi più e chi meno, erano FRATELLI. C’è da fare una precisazione però. La fraternità fu una delle parole chiave della Rivoluzione, ma si presentò in forme diverse a seconda del contesto sociale. Agli antipodi troviamo le storie dei protagonisti dei saggi “Il bacio di Lamourette” e“Un Don Giovanni Sanculotto” all’interno dell’opera dello storico statunitense Robert Darnton Il bacio di Lamourette[1]. Entrambi parlano di fraternità, ma in maniera diametralmente opposta. Continua a leggere

Ho seguito il profilo Facebook di Matteo Renzi per una settimana. Un esercizio di”following”

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renzi maxxox[Ai miei studenti ho dato un compito insolito: per l’arco di una settimana dovevano seguire i profili social dei politici italiani (Renzi, Salvini, Grillo, Raggi, etc.) e analizzarli attraverso la filosofia di Spinoza, osservando il ruolo svolto da passioni e comportamenti . Qui il primo esperimento su Renzi dal 22 marzo al 1 marzo 2017. T. A.]

I social sono oggi parte integrante della nostra realtà: una sorta di finestra sul mondo. Tutti, o quasi, oggi usano i social, quantomeno i più popolari come Facebook, Whatsapp e Instagram; ed è proprio su questi che tutti scrivono “stati”, pubblicano foto, mettono i cosiddetti “mi piace”, commentano, condividono post, comunicano. Su Facebook, ad esempio, tutti hanno almeno un profilo, ed è possibile trovare persone comuni di qualsiasi fascia d’età, cantanti, attori/attrici, conduttori/conduttrici, personaggi televisivi famosi, politici, etc. :  ognuno ha l’esigenza di pubblicare e rendere visibile al mondo la propria opinione. Inoltre, su queste piattaforme virtuali si dà particolare importanza alle emozioni, ma spesso le emozioni che trasmettiamo sui social non le stiamo provando davvero in quel preciso momento. E allo stesso tempo, la differenza tra passioni gioiose e tristi viene sottolineata per dare maggiore enfasi al proprio discorso, quasi a voler rendere vivo quel momento. L’introduzione delle passioni nell’ambito dei social network ha la funzione di dare maggiore realismo al virtuale, per anni considerato una sfera totalmente estranea alla realtà. Tra le tante passioni c’è l’ira che da sempre anima le varie società, che ha dato origine ai grandi cambiamenti; oggi è maggiormente diffusa un’ira individuale, creatasi con le democrazie, che è presente nel quotidiano, che “gira a vuoto”, ma l’ira come tutte le passioni non ha abbandonato il campo politico. Anzi i politici oggi sono presenti sui social e anche loro pubblicano indirettamente le loro “passioni”, e l’arena virtuale ha contagiato la classe politica in cerca di consenso e approvazione, spesso ignorando i rischi e sovrastimando i benefici. Continua a leggere

Perdere Trovare: Lettere a Lenny Belardo. Il primo esperimento di “transmedia storytelling” a scuola

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perdere trovarePotete leggere qui il nostro ebook: Perdere Trovare.Lettere a Lenny Belardo

Il testo è il frutto di un esercizio laboratoriale di “transmedia storytelling”, svolto da alcuni studenti della classe 5C del Liceo delle Scienze Umane, Liceo Statale “Ischia” nel mese di marzo del 2017.

Dopo aver letto e analizzato insieme il frammento di Hegel sull’amore e commentato alcune scene della serie tv The Young Pope, andata in onda alla fine del 2016, è stata data la possibilità ai ragazzi di cimentarsi nell’elaborazione di lettere d’amore particolari. Utilizzando inoltre, come supporto, il testo “Amare” di G. A. Tiberghien.

Nella serie tv presa in esame, il protagonista –  il Papa molto “sui generis” Lenny Belardo – viene ricattato da un arcivescovo (accusato di pedofilia): ha trovato delle lettere d’amore a una donna nel corso di vent’anni e minaccia di pubblicarle.

Il Papa, tuttavia, non sembra turbato. L’arcivescovo pedofilo si rivolge allora a un giornalista per pubblicare le lettere e coinvolgere il Santo Padre in uno scandalo. Il progetto è destinato, però, al fallimento, perché quelle lettere non sono mai state spedite dal nostro protagonista.

Vengono pubblicate tuttavia ugualmente, come opera “letteraria” del nostro Papa.  E lo spettatore, nel corso della visione della serie tv, ascolta solo un piccolo frammento di una lettera. E soprattutto nota che queste lettere arrivano al suo amore di gioventù che le legge sul giornale. Lo spettatore, inoltre, sa che la donna nel frattempo si è sposata e ha avuto dei figli, ai quali fa vedere un esercizio da giocoliere con delle arance.

Gli studenti dovevano allora “continuare” la narrazione con un altro mezzo (la lettera scritta), elaborando delle lettere di risposta della donna al nostro Papa.

In questo portare avanti una narrazione su differenti media consiste l’esercizio di transmedia storytelling, teorizzato da H. Jenkins. Lo studente, in questo modo, non è più passivo spettatore, ma partecipa creativamente a quanto vede in tv o sul web.

Il primo testo che fa da cornice è del docente, mentre le lettere sono rispettivamente degli studenti Ivan Aiello, Rita Cipolletta, Annabella Monaco, Maria Calise.

 

Il diario della disconnessione. Il nostro primo ebook.

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Il testo è frutto di un lavoro svolto nelle classi 4B e 4C del Liceo delle Scienze Umane (a.s. 2016/2017), all’interno dell’unità di apprendimento “Spinoza e le passioni contemporanee”.

Ai ragazzi sono state offerte varie prove a scelta su cui esercitarsi: la creazione di un sondaggio sulle passioni nell’epoca dei social network, dei brevi saggi per attualizzare il pensiero di Spinoza, il “following” del profilo di un politico italiano e infine, come in questo caso, il “diario della disconnessione”: una settimana senza smartphone e web. I ragazzi hanno prodotto diversi “diari” e qui pubblichiamo quello più rappresentativo. Buona Lettura. Cliccate qui per leggere: Noemi Ferrandino_Arrivederci.Diario di una disconnessione

Tommaso Ariemma

Sondaggio: I social netwok. Abitudini e rischi.

social-network-672Sondaggio svolto on line dalla classe 4c Liceo delle Scienze Umane, Liceo Statale “Ischia”, a.s. 2016/2017. Il sondaggio è stato effettuato dal giorno 8/3/2017 al giorno 25/3/2017 sul gruppo facebook degli studenti del Liceo. La partecipazione è stata anonima e volontaria.  Cliccate qui: I social network_ abitudini e rischi (Liceo Statale Ischia) per vedere il sondaggio, con le risposte e il relativo grafico.

Lo spot “marxista” che ha conquistato il web

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Il video “Be everything” è frutto di un piccolo esperimento fatto durante le ore di filosofia e in collaborazione con i professori Sarah Maurin e Vincent May, in Erasmus presso il Liceo Statale “Ischia”. Gli studenti della classe 5D del Liceo delle Scienze Umane hanno realizzato una sorta di “pubblicità marxista” per riattualizzare alcuni temi dell’Internazionale, la famosa canzone socialista e comunista, in particolare il motto “Noi non siamo niente, saremo tutto”. Oggi i veri rivoluzionari userebbero youtube e produrrebbero forse uno spot, indirizzato alle giovani generazioni. Il testo è scritto interamente dagli studenti, in più lingue (arabo, russo, francese, portoghese, spagnolo, inglese, italiano, tedesco) proprio secondo lo spirito de L’Internazionale e grazie al supporto di studenti madrelingua del Liceo Statale ischitano.

Repubblica ha dedicato al video un articolo.

 

Nonna raccontami di Erna e dei nazisti. Una bellissima storia ischitana.

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erna[Dal nostro laboratorio di scrittura, un’importante testimonianza di una mia studentessa. La nonna le racconta di come lei, sua madre e sua zia sono scampate ai nazisti. L’insegnamento della storia va sostenuto con laboratori di narrazione, reportage e ricerca sul proprio territorio, proprio come facciamo in classe. Solo in questo modo una disciplina così importante torna ad essere viva. T. A. ]

Ho ascoltato questa storia mille volte, eppure quando chiedo a nonna Giorgetta di raccontarmi di come è sopravvissuta alle persecuzioni degli ebrei durante la Guerra, lei lo fa sempre con grande emozione.

A me piace ascoltarla, a lei piace raccontarmi la sua avventura.

Le piace sedersi accanto a me, offrirmi da mangiare e guardarmi così presa dalle sue parole.

Quando le telefono per avvertirla di prepararmi qualcosa di buono per la sera, lei sa già cosa le chiederò.

Allora la trovo con il sorriso di sempre ad accogliermi sull’uscio di casa. Dice che ha già infornato la cena e che può sedersi a parlare con me.

Mi sistemo allora sul divano e le chiedo: “Nonna mi racconti la tua storia? Di come nonna Erna sia riuscita a scappare e a non farsi prendere dai nazisti?’’.

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Nonostante Spinoza. Una nota per Dj Fabo

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“Signor Presidente della Repubblica, Valeria la mia ragazza mi presta la sua voce per rivolgermi a lei. Il 13 giugno 2014 sono diventato cieco e tetraplegico a causa di un incidente in macchina. Vorrei poter scegliere di morire senza soffrire.

Signor Presidente le chiediamo di intervenire per lasciare ciascuno libero di scegliere fino alla fine.”

Questo è stato l’ultimo appello fatto al nostro Presidente da parte di Dj Fabo.

È così che si faceva chiamare Fabiano Antoniali; 40 anni ed una vita davanti.

Aveva raggiunto una fama internazionale, fino ad arrivare nell’isola di Goa, in India, dove Fabiano, o meglio, Dj Fabo ha trascorso 6 mesi della sua vita, animando le migliori discoteche del posto.

Aveva tutto quello che un ragazzo potesse desiderare.

Possedeva fama. Una famiglia. Una compagna, che per Fabiano era il suo angelo custode. Ma soprattutto salute.

La stessa che gli fu tolta quella maledetta notte del 13 giugno 2014. Continua a leggere

Dizionario (pop) filosofico:Kant e l’idealismo tedesco.

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dizionario pop filosofico[Posso ritenermi soddisfatto: i temi più complessi della storia della filosofia trattati in stile pop, con un format dei ragazzi molto divertente, ma soprattutto efficace. T. A.]

gli episodi:

Kant e il trascendentale

Kant. L’ “Io penso”

Fichte. La dottrina della scienza

Hegel. Lo Spirito

Hegel. La dialettica servo-padrone