Ho seguito il profilo Facebook di Macron per una settimana. Un esercizio di “following”

makkox[Ormai già da qualche anno, ai miei studenti do un compito insolito: per l’arco di una settimana devono seguire i profili social dei politici (Renzi, Salvini, Grillo, Raggi, etc.) e analizzarli attraverso la filosofia di Spinoza, osservando il ruolo svolto da passioni e comportamenti . Qui l’analisi di Macron dal 25 febbraio al 4 marzo 2019. T. A.]

Negli ultimi anni i social hanno acquisito un ruolo di rilievo sempre maggiore nella nostra società. Queste piattaforme ci permettono di parlare con gli altri, conoscere nuove persone, vedere ciò che fanno i nostri cari o persone che non conosciamo ma che consideriamo, per qualche motivo, un modello di riferimento. D’altro canto anche questi ultimi, i più seguiti, utilizzano i social per condividere le proprie giornate, i propri interessi, le proprie emozioni; alcuni arrivano addirittura a fare di tutto ciò un lavoro.

In ogni modo, tutti –famosi o meno- sono portati ad esprimere le proprie opinioni riguardo i più svariati argomenti, spesso in maniera molto forte. Qui emerge quella che si potrebbe definire “l’altra faccia della medaglia” dei social: infatti, esprimendo la propria opinione, spesso e volentieri i social media non diventano centri di alleanza e supporto; ma di odio, invidia e rancore. Questo divario tra passioni gioiose e tristi, costruttive e distruttive spesso nasce dalla convinzione di molti utenti di trovarsi, quando si collegano ad internet, in un mondo irreale dove si possono eludere valori come il rispetto reciproco e dare sfogo ai propri pensieri nella maniera più sbagliata. Trovandoci dietro lo schermo del nostro computer o del nostro cellulare, perdiamo di vista la realtà e, separando la nostra ragione dalle nostre passioni, imprigioniamo la prima e lasciamo libere le seconde. Continua a leggere

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Ho seguito il profilo Instagram di Salvini per una settimana. Un esercizio di “following”

[Ormai già da qualche anno, ai miei studenti do un compito insolito: per l’arco di una settimana devono seguire i profili social dei politici italiani (Renzi, Salvini, Grillo, Raggi, etc.) e analizzarli attraverso la filosofia di Spinoza, osservando il ruolo svolto da passioni e comportamenti . Qui l’analisi di Salvini dal 27 febbraio al 6 marzo 2019. T. A.]

salviniI social network sono delle piattaforme utilizzate oggi per motivi e scopi differenti. I più giovani, ad esempio, utilizzano i social per lo svago, per condividere la loro vita privata e per conoscere quella degli altri. Gli “influencer”, invece, utilizzano i social come fonte di guadagno. Le persone famose in ambito cinematografico o musicale, poi, usano i social soprattutto per promuovere il loro operato.

La categoria di utenti che abbiamo analizzato per una settimana è quella dei politici.

In questa categoria è possibile osservare il modo in cui vengono utilizzate le passioni attraverso i social. Infatti questi due concetti, le passioni e i social, le une legate alla vita e alla realtà e gli altri ad un mondo virtuale, giudicato spesso fittizio, sono solo all’apparenza distanti. È possibile invece analizzare come essi siano collegati. Continua a leggere

A scuola con i meme: Shakespeare

[Comincia un nuovo esperimento didattico: attraverso lo studio e la creazione di meme  sugli autori più noti delle varie discipline, è possibile avvicinare in modo nuovo i ragazzi ai contenuti culturali. Dopo lezioni teoriche introduttive sull’evoluzione dei meme in rete e sul loro specifico linguaggio, gli studenti sono stati invitati all’analisi e alla creazione di meme dedicati a uno specifico autore. T.A.]

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Cliccando qui è possibile leggere l’analisi di alcuni meme su Shakespeare.

Io sbaglio, io esisto. Meditazione cartesiana,

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[Da molti anni ormai assegno nelle vacanze di Natale un curioso esercizio. I miei studenti devono abbozzare una meditazione nello stile di Cartesio. Ciò può sembrare strano e può anche spaventare lo studente, ma la filosofia è soprattutto questo: un esercizio e un lavoro su di sé. Agli studenti viene fornita una piccola “guida”, dopo la lettura delle meditazioni in classe. Ecco un lavoro fatto da una mia alunna di quest’anno. Ammirate. T. A.]

 

Ho imparato le nozioni impartite dalla scuola e quelle assunte semplicemente vivendo. Ho scoperto, crescendo, che la vita non va sempre affrontata da soli. Ho capito che esisto per uno scopo e il mio obiettivo è trovarlo, farlo mio, realizzarlo.

La scuola, la famiglia, il mio vissuto mi hanno ricoperta di certezze.

Ma il dubbio mi sta logorando, fa vacillare queste mie sicurezze, queste basi dalle quali poter crescere; mi fa cambiare la mia percezione del mondo, di me stessa, delle cose; mi fa sembrare tutto più incerto, sfocato. Continua a leggere

Quando la politica incontra la storia: il passato al servizio delle destre

 

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Quando i cittadini sono stati chiamati alle urne il 4 marzo sulla scheda hanno trovato un simbolo diverso. Già, perché l’attuale primo partito d’Italia non si è più presentato come Lega Nord – Padania, ma come Lega – Salvini premier. Tutti converranno con me nel vedere in questo cambiamento la volontà di racimolare qualche voto anche al Sud, dove presentarsi nella veste dei vecchi indipendentisti padani sarebbe apparso quasi un ossimoro, confidando nella memoria corta degli elettori e auspicando che questi ultimi avessero avuto modo di dimenticare o soprassedere sulle innumerevoli manifestazioni di disprezzo che era usanza rivolgere loro. Tuttavia, tanto sul simbolo storico quanto su quello coniato appositamente per il rinnovo del parlamento dello scorso anno, campeggia in bella vista la figura del Guerriero di Legnano, con l’intento di rievocare la battaglia con cui i comuni riunitisi sotto la Lega Lombarda sconfissero Federico I detto Barbarossa, bramoso di riottenere il controllo sull’Italia settentrionale. Continua a leggere

Un Caotico-Malvagio in una Provincia Devastata. “La Stanza Profonda” vista dagli occhi di chi, in quella stanza, ci è sempre andato.

santoni[Una recensione, singolare e partecipata,  da parte di un mio studente appassionato di giochi di ruolo del romanzo di Vanni Santoni “La stanza Profonda (Laterza), candidato al premio Strega nel 2017. Un romanzo-saggio dedicato proprio al mondo dei giochi di ruolo. T. A.]

 

“Nessuno schema, nessuna coerenza logica. L’incubo e al tempo stesso il miglior passatempo per uno strutturalista. La matita giace sul tavolo, hai un bicchiere di riso nella mano destra. Incominci a riversare quel cereale candido su un foglio bianco. Hai un disegno pressappoco vago di ciò che sarà il mondo completo. L’ispirazione è viva. Incominci a disegnare confini, poi fiumi ed infine montagne, laghi e ogni elemento geografico che ti viene in mente. Non hai mai saputo disegnare, ma il pensiero di giocare si impossessa del tuo corpo e tutto ad un tratto ti trasformi in Paolo del Pozzo Toscanelli, esattamente come se stessi già ruolando; alla fine del lavoro sei così soddisfatto che lo firmi con gloria e con un pizzico di spavalderia, che non guasta mai.”

Nessuno schema, nessun punto, nessun aiuto che ti lasci intuire se siano pensieri, appunti o, semplicemente, dialoghi interiori del master. È così che noi parliamo e Vanni Santoni lo sa, perché, in quella stanza profonda, ci è sceso. In quella stanza, come in questo libro, si ha la descrizione precisa (vero, caro mio master?), o volutamente imprecisa di ciò che avviene nei nostri mondi in maniera estremamente diretta. Continua a leggere

Da Shangai a Canossa sulle ali dell’e-commerce. Dolce & Gabbana scomunicati dai mercati cinesi.

[Chi ha detto che la storia medievale non ha più nulla da insegnarci? Per i “Temi e miti d’oggi” un nuovo contributo. T.A.]

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In due minuti di scuse, con tono mesto e sommesso, i due stilisti della moda, Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno cercato di placare la social war scatenatasi sul web in questi giorni.

I due re della moda, declassati a vassalli penitenti, hanno operato una clamorosa retromarcia rispetto alle loro iniziali posizioni sulla questione, chiedendo scusa alla Cina per aver offeso la sensibilità del suo popolo.

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L’arte contemporanea spiegata con i meme.

hirst-shark_[Il blog è andato un po’ in stand-by: le attività di quest’anno sono state un fiume in piena: esercizi di transmedia storytelling, tanti video, un volume pubblicato. Questo ciclo di video dedicati all’arte contemporanea è stato un grande successo]

Siamo partiti dal principio degli indiscernibili di Leibniz. Ai miei studenti ho chiesto una sua applicazione e quello dell’arte contemporanea ci è sembrato subito un campo interessante. Molto spesso i suoi oggetti tendono a confondersi con quelli comuni. Potrebbe essere uno spunto per percorsi interdisciplinari non molto battuti. La forma espressiva è stata ideata dai ragazzi. “Prof perché non usiamo il linguaggio dei meme”?, mi hanno detto. Ecco. Inutile dire che sono meravigliosi.

Gli artisti:

Hirst

Ai Weiwei

Gonzalez-Torres

Cattelan

Salva con nome. Episodio 13: “Annie”

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foto7-waste-land-900x493Lo scirocco ha dato inizio al mese di marzo, il più nevrotico di tutti. Pioggia, sole, vento, di nuovo pioggia.

Come il caldo vento siriano ha risvegliato gli animi rimasti assopiti durante il lungo inverno, così il professore ha risvegliato il nostro interesse proponendoci dei lavori sull’arte contemporanea, profondamente trascurata a scuola e spesso, proprio per questo motivo, incompresa. Ci siamo soffermati su un artista in particolare, Vik Muniz, che realizza le sue    opere impiegando oggetti che utilizziamo ogni giorno, facendo sì che essi vengano osservati sotto un altro punto di vista, che assumano un diverso significato. Continua a leggere

Salva con nome. Episodio 12: “Claudia”

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LungomareE anche febbraio è giunto ormai al termine. Il mese più breve dell’anno per noi studenti sembra interminabile, eppure questa volta, per la prima volta, febbraio non è stato, come suo solito, monotono e ripetitivo. Quest’anno  il freddo sempre più pungente è stato accompagnato, come se non bastasse, dal vento “Burian” proveniente dalle steppe della Siberia.

Sono gli ultimi giorni del mese e in classe il nostro amato e torturato condizionatore non ha intenzione di attivarsi ed è proprio il professore che, mettendo in moto e azionando le nostre menti, ci trasmette calore in quel freddo pomeriggio. Continua a leggere